Sindaco Lo Russo: c’è poco da essere orgoglioso di come è finito l’ex ospedale Maria Adelaide

Nel video pubblicato su Facebook in occasione della visita al cantiere del futuro studentato realizzato nell’edificio dell’ex ospedale Maria Adelaide, il Sindaco di Torino si dice “davvero orgoglioso del positivo partenariato pubblico-privato” che ha trasformato l’Ospedale Pubblico Maria Adelaide in residenza universitaria privata, sia pure convenzionata col Comune di Torino.

C’è poco da essere orgogliosi di non aver mosso un dito contro il comportamento della Regione Piemonte che, dopo ben 4 gare infruttuose, ha poi accettato l’offerta di acquisto dell’edificio del Maria Adelaide a 6 milioni di euro contro il valore di 10.350.000 stabilito della perizia asseverata.

Ad averlo acquistato è stata la società immobiliare finanziaria REAM SGR composta dalle maggiori fondazioni bancarie piemontesi e liguri e dall’ENPAM (Ente di Previdenza dei Medici), che compera immobili, anche storici, per farne studentati, case di riposo, supermercati (ed era stata accusata di turbativa d’asta per l’assegnazione dell’area Westinghouse, ma se l’era cavata con la prescrizione).

E ancor meno c’è da essere orgogliosi di aver bellamente ignorato la deliberazione del Consiglio comunale di Torino n. 1476 del 20 luglio 2020, e la relativa Relazione Illustrativa, che al punto 3.2.2.5 stabilisce di “restituire alla destinazione sanitaria pubblica gli ex-ospedali Maria Adelaide, Valdese, Oftalmico e Einaudi”. E di aver invece approvato la Convenzione con la REAM per la trasformazione del Maria Adelaide in studentato privato, destinando una minima parte (500 mq. sui circa 8.000 complessivi) a sala medica aperta al quartiere.

Uno speculatore immobiliare può andare orgoglioso di questi risultati. Ma il Sindaco di Torino?

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