L’intelligenza artificiale arriva in Comune e mette mano al Piano Regolatore

Il Corriere della Sera di Torino lunedì 15 giugno ci informa che l’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni, nonostante le quattro indagini milanesi che lo riguardano, anche per le palazzine costruite nei cortili delle abitazioni, a Torino «può dormire sonni tranquilli», perché le osservazioni al suo Piano (De)regolatore Comunale saranno gestite dall’Intelligenza Artificiale.

Invitiamo invece i cittadini e le cittadine torinesi a non dormire sonni altrettanto tranquilli: il Piano Regolatore presenta numerosi aspetti che minacciano di ridisegnare la nostra città in direzioni che non sono state coprogettate con noi che vi abitiamo e l’affidamento all’AI della gestione delle osservazioni inviate da cittadine e cittdani, ambientalist* e specialist* del settore è un ulteriore elemento di forte inquietudine.

L’obiettivo dichiarato è “velocizzare”, in modo da approvare il Piano definitivo entro la fine del mandato Lo Russo, addirittura a luglio. Ora, velocizzare l’adozione di un Piano Regolatore che consentirà nuove edificazioni e consumo di suolo può essere interesse della Giunta Lo Russo, per capitalizzare il favore di costruttori e immobiliaristi (in particolare di quelli grandi, favoriti a scapito dei medio-piccoli). L’opposto interesse della cittadinanza è invece che questo Piano sia discusso e riveduto, prendendo tutto il tempo che serve, mentre pare già scontato che sarà adottato senza modifiche sostanziali, anche se la sua impostazione generale e i suoi dettagli sono oggetto di diffuse contestazioni da parte di architetti, ecologisti, cittadini.

Ad Assemblea Un Altro Piano per Torino risultano osservazioni registrate con numeri superiori a 1170: Mazzoleni insiste che quelle effettive sono 860, perché il sistema avrebbe conteggiato ogni scheda aperta, anche quelle non concluse. A noi pare difficile che le schede aperte e non concluse siano state 300 e passa.

Stando all’articolo del Corriere, il 60% delle osservazioni attaccano le norme generali: e questo dovrebbe imporre una profonda riflessione sull’impostazione del PRG, e spingere a rallentare, non ad accelerare, la sua approvazione. Invece per gestire le osservazioni si userà l’intelligenza artificiale: ben 20 licenze dell’azienda statunitense Anthropic, acquistate all’uopo dal Comune, ovviamente con soldi pubblici e affidamento diretto: non per rispondere alle osservazioni, afferma Mazzoleni, ma per raggrupparle secondo le tematiche.

Ora, per raggruppare le osservazioni secondo le tematiche non è mai stata necessaria l’intelligenza artificiale. E, soprattutto, esse sono già suddivise, dato che nella compilazione era già chiesto di indicare se l’osservazione riguardasse l’urbanistica o l’ambiente e di far riferimento a un documento del Piano Regolatore o a una norma di legge, di regolamento ecc. Per cui il sistema di raccolta stesso consente già di fare analisi e raggruppamenti, tant’è che nell’articolo si menzionano già precise percentuali sui mittenti (tipo: il 27% sono i grandi operatori), sia sul contenuto (il 5% riguarda la perequazione, il 40% luoghi specifici ecc.).

In sostanza, se veramente le osservazioni sono “solo” 860, suddividerle è un lavoro che due funzionari potrebbero svolgere al massimo in una settimana. Molto più difficile è rispondere entro luglio, rigettandole o inventando rassicurazioni, a tutte quelle osservazioni, che riguardano anche il fatto che il PRG abbia totalmente ignorato norme cogenti, pure dell’Unione Europea, come il Nature Restoration Regulation. Per quell’arrampicata sugli specchi effettivamente possono essere indispensabili i circuiti della mente superiore e la suadente voce dell’Intelligenza Artificiale.

(Quanto all’assessore virtuale di Acqui Terme, a Torino ne abbiamo già una e non funziona: si chiama Chiara Foglietta, assessora alla Transizione Ecologica e alle politiche per l’Ambiente ed è un puro ologramma. Compare a festival e inaugurazioni, mentre è totalmente assente nel dibattito pubblico sulla gestione del verde, sulla devastazione delle riserve naturali e la mercificazione dei parchi, sull’acqua pubblica, compresi i risvolti ambientali del Piano Regolatore: cittadini acquesi, sapevatelo).