Torino Va Veloce all’indietro

In questi ultimi mesi un insolito raptus di esternazioni sul nuovo Piano regolatore sembra aver colto il nostro assessore all’Urbanistica. Ma la sua Torino Va Veloce non ha contagiato i suoi uffici: finora non è stato reso pubblico alcun documento che traduca le sue frequenti affabulazioni, nero su bianco,  in tavole, mappe, grafici, relazioni, infatti non ce n’è traccia nel Geoportale sul sito internet del Comune.

I soli atti evidenti secondo i quali Torino Va Veloce, ma all’indietro, sono le delibere di approvazione dei progetti  di costruzione  in deroga ai vincoli vigenti del Piano Regolatore Generale  attuale, o di usi temporanei diversi da quelli consentiti dal piano stesso, annullando o limitando fortemente i suoi lacci e lacciuoli in previsione di quello nuovo, in cantiere da oltre 6 anni.

Dopo una così lunga sonnolenza urbanistica  non possiamo non collegare questi atti concreti alle recenti affabulazioni dell’Assessore Mazzoleni sulle magnifiche sorti e progressive che ci promettono il nuovo Piano regolatore e le sue nuove Forme di Riqualificazione Urbana, in cui la proprietà immobiliare privata potrà fare quello che vorrà senza dover più sottostare a forme di coordinamento e di rispetto delle regole urbanistiche attuali.

L’abitante di Torino che voglia sapere modalità e dimensioni  di quel che si prepara cercherà invano la relativa documentazione, benché l’Assessore parli di tempi stretti per l’approvazione da parte del Consiglio comunale sia del progetto preliminare del Piano, nei primi mesi del 2026, che del Piano definitivo (prima della scadenza dell’attuale consiliatura, a inizi 2027).

E’ vero che dopo l’approvazione del progetto preliminare sarà possibile presentare le osservazioni, ma in tempi ridotti e insufficienti  data la mole dei documenti da consultare.

Non è questa la partecipazione popolare alla formazione delle decisioni che sostanzia la democrazia istituzionale, ridotta così a pratica burocratica senza visione né respiro.

VOCI DAL PIANO REGOLATORE – il comunicato stampa del Comune

Ieri la Giunta comunale ha votato il progetto preliminare del nuovo Piano Regolatore Generale, ne danno annuncio le voci del sindaco e dell’assessore in un lungo comunicato che però nuovamente non spiega nulla dei contenuti del testo.

Il sindaco afferma: “Quello approvato oggi è un progetto collettivo, nato da un percorso condiviso con cittadini, istituzioni, imprese e comunità locali”. Certamente non un percorso trasparente, ci viene da affermare in prima battuta, perché purtroppo le semplici cittadine/i come noi non possono accedere ai documenti  votati perché il Comune non rende più pubblici le delibere di giunta!

Il resto del comunicato è una facitura di buoni propositi e ideologia flessibile per nascondere il vero obiettivo del piano targato Lo Russo / Mazzoleni: aprire la strada agli immmobiliaristi e alla cementificazione. Per poterlo fare prevedono che la futura popolazione della città raggiungerà il numero di 1.050.000 abitanti, quasi 200.000 in più rispetto a quelli attuali, aggiungono i giornali nelle croniche torinesi che riportano il comunicato.

Un piano che viene raccontato come incentrato sui 34 quartieri della città, ma che in realtà con il sistema delle Figure di Ricomposizione Urbana (FRU) li ammassa in calderoni flessibili per piegare ogni bisogno e necessità di pianificazione e progettazione urbana agli interessi privati. Le 8 FRU descritte dal sindaco, che nel nuovo piano hanno sostituito le ZUT (Zine Urbane di Trasformazione) come strumenti di regolamentazione delle trasformazioni urbane, avranno però standard per i servizi (sanità, formazione, lavoro, etc.)  estremamente flessibili: secondo il sindaco saranno “standard prestazionali di sostenibilità richiesti per le nuove costruzioni e per gli interventi di demolizione e ricostruzione, aree con criteri innovativi di gestione” 

La promessa del consumo di suolo zero e di attenzione per l’ambiente, piu’ volte ribadita dall’assessore in Commissione urbanistica, risulta già smentita dal riferimento all’Ospedale Torino Nord all’interno del Parco della Pellerina e al “parco” nell’adiacente area Thyssen (che sappiamo verrà semplicemente messa in sicurezza ma non bonificata).

BENVENUTA SPECULAZIONE!

Assemblea cittadina sul nuovo piano regolatore – 11 dicembre 2025

Giovedì 11 dicembre si è svolta al CSOA Gabrio (che ringraziamo per l’ospitalità, l’assistenza tecnica e la partecipazione) l’assemblea cittadina sul prossimo piano regolatore, che abbiamo organizzato a ridosso dell’annunciata approvazione del suo progetto preliminare da parte della Giunta comunale.

L’invito a partecipare rivolto a cittadin*, comitati, movimenti, gruppi e associazioni è stato accolto positivamente e un buon numero di persone hanno presenziato durante le due ore di svolgimento, ascoltando gli interventi iniziali da parte nostra e intervenendo poi con pareri e proposte per continuare la mobilitazione contro il piano.

Mobilitazione che abbiamo proposto si avvii a partire dalla prima discussione del progetto preliminare in Consiglio comunale, presumibilmente a gennaio 2026 e continui durante i vari passaggi successivi per l’acquisizione dei pareri necessari di circoscrizioni ed enti pubblici. E passi anche attraverso la presentazione delle previste osservazioni da parte di cittadinanza e soggetti collettivi- Osservazioni di cui, come per i pareri degli enti, il Consiglio comunale deve tenere conto, accogliendole oppure rifiutandole singolarmente e in modo motivato in occasione della seconda e definitiva approvazione del progetto: approvazione definitiva che l’amministrazione comunale vorrebbe avvenisse entro inizio 2027, in tempo utile per avere il nuovo piano regolatore efficace prima delle elezioni amministrative previste nella primavera dello stesso anno.
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L’assemblea era iniziata con la proiezione di un video  prodotto da Trancemedia.eu (che ringraziamo) come sua promozione e che anticipa un prossimo lavoro più esteso. Prima dell’apertura del confronto pubblico è inoltre intervenuto in collegamento video l’architetto e urbanista Paolo Berdini, confermando il declino a livello nazionale, nella pratica ma anche a livello culturale e legislativo, del concetto di urbanistica come programmazione e gestione delle città, sostituita da deregolamentazioni e liberalizzazioni in favore della rendita immobiliare privata (e il conseguente saccheggio dell’ambiente e del paesaggio), che potrebbero essere presenti già nel prossimo piano regolatore torinese.

Per contrastare questa tendenza del nuovo piano, Berdini ha consigliato di individuare tramite  mappatura e poi sorvegliare, nel piano medesimo, le aree della città indispensabili da salvaguardare, di prestare attenzione alle destinazioni previste per le aree dismesse e di insistere perchè sia prevista una politica per la casa pubblica, dichiarandosi inoltre disponibile a continuare a seguire l’evoluzione del progetto.

Gli interventi di chi era presente, cittadin* oppure attivist* di comitati, movimenti, gruppi e associazioni, oltre a portare le esperienze vissute in prima persona e nelle vertenze cittadine contro gli usi impropri e i progetti distruttivi di territorio e ambiente, hanno confermato la necessità della mobilitazione contro il nuovo piano regolatore per tentare di bloccare le conseguenze negative che si potranno individuare dalla documentazione una volta che questa sarà resa pubblica: sia con iniziative che diano visibilità alla mobilitazione stessa, sia con un’opera di informazione alla cittadinanza, più capillare possibile, sulle conseguenze che il piano avrebbe, anche per contrastare la soffocante propaganda comunale a cui ci ha abituato lo slogan “Il piano va veloce!”

L’assemblea si è conclusa con la dichiarazione dell’impegno da parte di Un altro piano per Torino a informare sui passi del processo di approvazione del nuovo piano regolatore man mano che saranno resi noti e convocare di conseguenza nuovi momenti di discussione e per l’organizzazione della mobilitazione.

Osservazioni al piano regolatore in Commissione urbanistica: due ore dopo cinque anni

Giovedì 4 dicembre 2025 nel corso di una Commissione Urbanistica l’assessore Mazzoleni ha parlato delle osservazioni sulla proposta tecnica di revisione del piano regolatore, promossa dalla giunta Appendino nel 2017. Osservazioni che erano state dimenticate, nonostante l’assessore avesse ripreso nel 2023 proprio quella proposta, ormai datata, per avviare l’ultima fase della progettazione del nuovo piano regolatore e che “Un altro piano per Torino” e altri presentatori di quelle osservazioni avevano ripetutamente chiesto che ricevessero invece risposta esplicita, essendo state un momento di partecipazione ben piu’ consistente che non gli incontri di “Voci di quartiere” realizzati da assessore e Urban Lab.

L’assessore, nelle due ore di svolgimento della commissione, ha illustrato le osservazioni raggruppate per tipologia di oggetto e presentatori, affermando che la legge regionale sull’urbanistica prevede solamente che il Comune ne debba tenere conto nel formulare il progetto preliminare del piano. Pertanto chi aveva presentato un’osservazione dovrà andare a cercare nel suo testo la risposta e verificare se e come l’amministrazione comunale ne avrà tenuto conto!

Due ore in cui l’assessore Mazzoleni ha anche dato un’idea di come sarà cambiato il vecchio piano: trasformando l’ospedale pubblico Maria Adelaide in studentato privato o destinando 60.000 mq circa del parco pubblico della Pellerina a ospedale privato, liberalizzando i permessi di costruire e gli usi temporanei, consentendo che il verde naturale sia sostituito dal verde su soletta di cemento, accorpando gli standard urbanistici in una sola categoria discrezionale, consentendo lo smembramento di parti della città tra singole proprietà private tramite le Figure di Ricomposizione Urbana (FRU), prevedendo la monetizzazione dei servizi pubblici. Appare chiaro che i cinque anni dalla delibera di Proposta tecnica del progetto preliminare non sono peró passati inutilmente: sono serviti a smantellare sistematicamente il vecchio piano regolatore, ma senza sostituirlo con nuovi opportuni aggiornamenti che fossero utili a impedire il più possibile la libertà di azione degli speculatori fondiari e immobiliari.

L’eloquio accattivante con cui l’assessore Mazzoleni è intervenuto in Commissione Urbanistica può però trarre in inganno solo i consiglieri comunali compiacenti, disinformati o creduloni: chi vuole invece sentire parlare di cosa invece accadrà con l’approvazione del prossimo Piano regolatore può venire alla

assemblea cittadina sul nuovo Piano regolatore di Torino
giovedì 11 dicembre 2025, alle ore 18,00
presso il CSOA Gabrio
(via Millio 42, Torino)

interverrà in collegamento video
l’architetto Paolo Berdini, 
urbanista,

giovedì 11 dicembre, ore 18, assemblea pubblica cittadina sul nuovo piano regolatore: “Il piano va veloce? Torino deve far sentire la sua voce”

giovedì 11 dicembre 2025
ore 18,00

presso CSOA Gabrio
(via Millio 42, Torino)
assemblea cittadina sul nuovo Piano regolatore di Torino

Invitiamo cittadine e cittadini, abitanti, comitati, movimenti, associazioni e gruppi a intervenire e a prendere la parola,  portando la propria opinione su quello che si sa che potrebbe essere il nuovo Piano regolatore e su quello che invece si vorrebbe che fosse.

interverrà l’architetto Paolo Berdini, urbanista,
in collegamento video

Il piano va veloce: Torino deve far sentire la sua voce!

giovedì 11 dicembre 2025, ore 18,00
presso CSOA Gabrio (via Millio 42, Torino)
assemblea cittadina sul nuovo Piano regolatore di Torino

Il sindaco Lo Russo e il suo assessore sotto inchiesta Mazzoleni hanno ulteriormente accelerato l’approvazione del nuovo Piano regolatore: incuranti della normativa e del  cronoprogramma annunciato dall’assessore stesso, il duo intende far votare alla Giunta/consiglio d’amministrazione della città il preliminare del nuovo piano nel prossimo dicembre e poi al Consiglio Comunale entro fine gennaio 2026, dopo solo due presentazioni, in stile pubblicitario, di cui una totalmente privata dedicata ai portatori d’interessi, individuati tra immobiliaristi e costruttori e non tra chi abita la città.

Una vera partecipazione della cittadinanza in questa prima parte di riscrittura del piano non è pervenuta: infatti gli eventi come “Voci di quartiere”, in cui un numero risibile di persone in una mezz’oretta disegnava il proprio quartiere dei desideri, non hanno rappresentato un luogo di confronto, ma sono stati semplici momenti pubblicitari per cercare il consenso popolare.

Intanto è ripreso il braccio di ferro con la Giunta Regionale per dare un colpo di spugna a tutte le procedure per l’approvazione del Piano regolatore tramite la legge “Cresci Piemonte”: l’obiettivo è sottrarre tutti gli spazi di discussione pubblica fino ad ora previsti con la scusa di abbreviare le procedure!

Dai pochi documenti prodotti resi pubblici (che si riducono ad una manciata di slide) si intuisce che il nuovo piano sia votato più ad aprire la strada alle speculazioni immobiliari ed edilizie che a occuparsi dei problemi della città (lavoro, sanità, mobilità, casa, verde e spazi pubblici, inquinamento). Sindaco e assessore, guidati dalla lunga mano della Fondazione Bloomberg, si preoccupano di chi la usa in maniera temporanea invece che di chi è residente: la vocazione turistica e i grandi eventi, oltre allo sviluppo immobiliare (speculativo perché svincolato da politiche abitative per chi a Torino vive in modo permanente), sono le uniche risorse individuate per il futuro di una città in declino, che la sua classe dirigente vorrebbe trasformare in parco dei divertimenti e strumento per la creazione di rendita e profitto in favore degli investitori privati.

Non possiamo accettare silenziosamente il meschino futuro che viene progettato senza alcun confronto o partecipazione: vogliamo quindi proporre di costruire noi una occasione di partecipazione dal basso per opporsi a questa manovra.

Invitiamo quindi cittadine e cittadini, abitanti, comitati, movimenti, associazioni e gruppi a intervenire e a prendere la parola giovedì 11 dicembre 2025 all’assemblea cittadina che abbiamo organizzato al CSOA Gabrio (via Millio 42) dalle ore 18,00, portando la propria opinione su quello che si sa che potrebbe essere il nuovo Piano regolatore e su quello che invece si vorrebbe che fosse.

Assemblea “Un Altro Piano per Torino”

Filantropia urbanistica per il nuovo Piano Regolatore di Torino

A due anni dall’inizio della collaborazione  tra la Città di Torino e il colosso americano Bloomberg Philantrophies, comincia a sollevarsi il velo sui suoi contenuti sconcertanti.

Finora ne avevano parlato solo i giornali e qualche associazione e movimento di base, seguiti da un’interpellanza di un consigliere comunale. Finalmente, il 16 ottobre scorso, nella 2^ Commissione consiliare (Urbanistica) appositamente convocata, ne ha parlato diffusamente ma superficialmente il sindaco Lo Russo. Tanto è bastato comunque per capire che la questione sarebbe di competenza della sola Giunta e non del Consiglio comunale, come se quest’ultimo non avesse competenza invece sull’uso del patrimonio informativo del Comune.

L’accordo prevede infatti il libero accesso di Bloomberg ai dati in possesso del Comune, per ricavarne un bagaglio di conoscenze di propria esclusiva proprietà che può poi utilizzare liberamente sul mercato immobiliare, senza che il Comune di Torino possa minimamente interferire: si accontenti delle consulenze gratuite che Bloomberg gli fornisce, a riprova degli scopi “filantropici” del colosso USA. E caso mai ringrazi di essere ammesso alla rete di rapporti internazionali gestita da Bloomberg medesima, da cui dovrebbero derivare importanti scelte di investimento anche per la nostra città.

Con una “semplice” deliberazione di Giunta, ignorando il Consiglio comunale che rappresenta tutti i cittadini e le cittadine, Torino è dunque entrata a pieno titolo nel mercato immobiliare internazionale, alle cui pretese risponderà evidentemente la stesura del nuovo Piano Regolatore, che Sindaco e Assessore all’Urbanistica non si stancano di ripeterci sarà libero dai lacci e lacciuoli che ostacolano lo sviluppo della città.

Un Altro Piano per Torino ritiene ormai urgente un evento pubblico che ponga all’attenzione della cittadinanza tutta i pericoli e i danni che tali scelte comporterebbero per i diritti umani e sociali di ciascun/a torinese non milionario/a riguardo a casa,  sanità, istruzione e ambiente,  diritti sanciti anche dalla Costituzione e dallo Statuto comunale.

Piano regolatore e Mazzoleni, ne abbiamo parlato su Radio Blackout – ascolta il podcast

Vi invitiamo ad ascoltare il podcast della trasmissione di  Radio Blackout dedicata al nuovo piano regolatore e alle vicende dell’assessore all’urbanistica Mazzoleni, di cui è circolata anche a Torino finalmente la notizia che è stata conclusa una delle indagini in cui è coinvolto a Milano. Trasmissione, a cui abbiamo partecipato con un’intervista in diretta, il cui podcast è disponibile al link

https://radioblackout.org/2025/10/torino-mazzoleni-presenta-il-nuovo-piano-regolatore-e-viene-indagato-per-falso-e-lottizzazione-abusiva/

Nuovo piano regolatore: l’assessore Mazzoleni il mercante, Torino la merce

La Commissione urbanistica del Consiglio Comunale si è riunita giovedì 10 luglio con all’ordine del giorno “OBIETTIVI E STRATEGIE DEL NUOVO PIANO REGOLATORE”, per consentire all’assessore all’urbanistica Mazzoleni di illustrare con l’ausilio di diapositive le linee generali del piano. Noi ne abbiamo seguito la presentazione e proviamo quindi a sintetizzare, commentandolo, il contenuto delle diapositive, di cui si può prendere visione qui.

(le parti in blu sono sintesi dei contenuti del documento, quelle in nero i nostri commenti)

Operatività
CRONOPROGRAMMA E MILESTONE
2025
– agosto: quadro conoscitivo
– settembre: commissione urbanistica – strategie
– ottobre: commissione urbanistica – scenari e norme
– novembre: elaborati analisi + bozza progetto preliminare
– dicembre: elaborati tecnici / commissione urbanistica su processo
– entro fine dicembre delibera di giunta preliminare
2026
– discussione consiliare e adozione Progetto Preliminare (a inizio 2026)

La diapositiva del cronoprogramma ci ha colpito su un aspetto: logica vorrebbe che per iniziare qualsivoglia progettazione si debba partire da un quadro conoscitivo dello stato esistente. Il cronoprogramma mostrato dall’assessore Mazzoleni invece pone l’acquisizione del quadro esistente ad agosto 2025. In realtà il quadro era già stato prodotto per la proposta tecnica del progetto preliminare approvata nel 2020, ma andava aggiornato essendo passati anni dalla sua produzione.  Il fatto che l’aggiornamento arrivi a progetto preliminare quasi pronto, essendo prevista l’approvazione a dicembre 2025, ci porta a sospettare che l’assessore e magari anche la giunta comunale abbiano perseguito nella realizzazione del piano obiettivi che prescindono dalla situazione reale del territorio, dato che non hanno avuto bisogno di un quadro conoscitivo aggiornato per comprendere i bisogni della città e porsi il loro soddisfacimento quale obiettivo da raggiungere!
La prevista programmazione di un incontro mensile da settembre a dicembre 2025 da parte dell’assessore con la Commissione Urbanistica per l’illustrazione dell’avanzamento della scrittura delle varie parti del piano, fino alla approvazione del progetto preliminare in Giunta entro fine dicembre, di fatto taglia fuori dalla sua elaborazione il Consiglio Comunale, titolare delle competenze in materia urbanistica, che potrà nella sua completezza discutere il progetto preliminare per ultimo, da gennaio 2026, con poca probabilità di poterlo modificare e con la sola funzione di approvarlo così come sarà stato formulato dall’assessore all’urbanistica, grazie al sicuro consenso della maggioranza che sostiene l’attuale amministrazione.

IL GRUPPO DI LAVORO
La diapositiva relativa al gruppo di lavoro impegnato  nella stesura del nuovo piano ci mostra come dal punto politico sia obiettivo dell’assessore escludere completamente il Consiglio Comunale: il nuovo PRG diventa un affare da discutere esclusivamente in giunta senza coinvolgere quella che sulla carta è la reale rappresentanza delle città, ovvero le varie consigliere e consiglieri comunali eletti.
Dal punto di vista operativo si constata invece che il nuovo piano viene  costruito principalmente tramite consulenze esterne agli uffici comunali. Per esempio tutto il fondamentale lavoro di analisi specialistiche ed elaborazione tecnica relative all’urbanistica, al patrimonio, all’estimo e alle perequazioni (strumento centrale nel progetto di Mazzoleni) è stato assegnato a tre enti universitari, 2 piemontesi (UniTo e PoliTo) ed uno veneto (IUAV).
Colpisce anche come il public engagement (la consultazione pubblica) venga completamente esternalizzato: l’ascolto e il coinvolgimento della cittadinanza sono stati affidati a Urban Lab (associazione privata costituita dal Comune e  dalla Compagnia di San Paolo) e alla fondazione newyorkese Bloomberg Philantrophie, collegata al gruppo imprenditoriale finanziario statunitense Bloomberg Associates.  Come ben sappiamo, è difficile che dei privati possano agire in ambito pubblico senza farsi portatori dei loro interessi: in questo senso è a nostro parere estremamente  pericoloso affidare un compito così delicato come il coinvolgimento della cittadinanza anche a un soggetto collegato a un’azienda, americana, di consulenze quale Bloomberg, soggetto che oltretutto ha già preso parte ai dannosi processi di rigenerazione urbana di Milano.
Mazzoleni si fa vanto del notevole sforzo di “ascolto del territorio” tanto da farlo apparire nel suo cronoprogramma: ma qual è la qualità di questo presunto “ascolto”? Chi ha elaborato i dati raccolti durante le azioni di coinvolgimento della cittadinanza?

1. Strategie: roadmap per la Torino futura
Torino è ben posizionata per diventare un laboratorio di riuso, sostenibilità e innovazione, oltre che una destinazione internazionale per la tecnologia e gli investimenti.
Il nuovo PRG valorizza le voci dei quartieri torinesi proponendo strategie innovative di uso del suolo per guidare una trasformazione urbana sostenibile.
Cultura, sport e spettacolo “Torino: una città che intrattiene tutti gli spettatori”

2. Brief tecnico: come funzionerà il nuovo piano
Il Piano definisce regole, parametri e procedure per l’uso del suolo, l’edificazione e la trasformazione a scala urbana e metropolitana. A supporto del riuso adattivo, della transizione ecologica e dell’innovazione della città.

La nuove cornice regolativa
AZZONAMENTO
La zonizzazione è aggiornata per il riuso adattivo, ma è flessibile per consentire nuovi mix funzionali e la tutela delle funzioni ‘fragili’ e dei tratti caratterizzanti del tessuto urbano esistente. Priorità al rinnovo e al riuso. Densificazione equa e sostenibile attraverso meccanismi di perequazione; la capienza volumetrica sarà maggiorata fino a 500 metri dalle fermate delle linee di metropolitana.

TRASFORMAZIONE
– rigenerazione del tessuto esistente
– figure strategiche di ricomposizione urbana che connettono ambiti consolidati
(es. Parco lineare del Trincerone e nuova linea metro)
– identificazione
 di aree di trasformazione attuabili, regolate con semplici indicazioni funzionali e volumetriche;
– definizione di obiettivi e strategie chiare per tutelare il pubblico interesse
AREA METROPOLITANA
Pianificazione congiunta delle aree di sviluppo strategico tra città limitrofe
● Hub intermodali che connettono il trasporto urbano con le grandi infrastrutture (es. TAV, Milano, Francia)
● Tutela condivisa delle aree verdi ed ecologiche tra i comuni
● Pianificazione coordinata della mobilità a scala metropolitana

NORME TECNICHE
le Figure di Ricomposizione Urbana (FRU) sostituiscono le  ZUT (Zone Urbane di Trasformazione). Caratteristiche: 1. dimensioni elevate (superiori ai 15.000 mq?) 2. proprietà omogenea o unitaria

Le ZUT (Zone Urbane di Trasformazione)  sono aree identificate dal Piano Regolatore Generale attuale per interventi di riqualificazione e trasformazione urbanistica, spesso sono ex aree industriali o dismesse. Il Comune di Torino classifica e gestisce queste zone attraverso piani e schede normative, come le schede delle Zone Urbane di Trasformazione (ZUT) e le schede delle Aree da Trasformare per Servizi (ATS).

Come esempio di prossima FRU viene mostrata nelle diapositive l’area dello scalo ferroviario San Paolo, oggi costituita da una lunga serie di bassi fabbricati utilizzati per svariate attività commerciali e artigianali. Oltre a riconfermare i lavori pubblici per la ristrutturazione e l’apertura della vecchia stazione scalo San Paolo per passeggeri privati (con i soldi delle compensazioni della linea TAV?) l’assessore afferma che le FRU sfrutteranno, per decollare, la disponibilità di interconnessioni, lasciando intendere che nell’area possano sorgere anche spazi verdi: ma di che tipo? Da cosa verranno sostituiti i bassi fabbricati esistenti? Lo strumento delle perequazioni in questo caso è perfetto:  compro i diritti edificatori da qualche altra area che non li può usare e tiro su palazzi di quanti piani voglio. Le FRU appaiono così come zone di futura speculazione, perfette e adattabili alle esigenze degli immobiliaristi!

Evidenziamo inoltre che non viene chiarito quali saranno le sorti dei terreni liberi interclusi delle attuali Zone Urbane di Trasformazione (ZUT) che le Figure di Ricomposizione Urbana andrebbero a sostituire. La qualifica di ZUT, nell’attuale PRG, implica che quelle aree possono essere trasformate “indipendentemente dallo stato di fatto”, ammettendo interventi di “radicale ristrutturazione urbanistica e di nuovo impianto”. Molte ZUT attualmente, accanto ad aree dismesse, includono terreni liberi dove non si è mai costruito, rari spazi naturali che bisognerebbe preservare e che invece sono considerati mere superfici e vuoti urbani da sfruttare. Dopo decenni di trasformazioni che hanno divorato territorio e suolo, il nuovo PRG dovrebbe essere l’occasione per cancellare l’edificabilità dei terreni liberi naturali rimasti.

Mancano poi riferimenti alla politica degli oneri di urbanizzazione e al contributo straordinario che la città intende applicare nei prossimi anni. Un’equa “tassazione” della rendita fondiaria e immobiliare, che è stata il vero motore delle trasformazioni della città, ridurrebbe le aspettative di realizzazione di plusvalori degli operatori immobiliari sul valore del costruito e porterebbe alla collettività risorse economiche proporzionate rispetto al vantaggio economico del privato.

Perequazioni edificatorie
La perequazione tra diritti edificatori e capienza edificatoria genera domanda e offerta di volumi perequati
DOMANDA edificatoria: densificazione del consolidato in prossimità delle linee di forza del trasporto pubblico e nelle aree di trasformazione, dove i diritti edificatori delle aree sono inferiori alla capienza.
OFFERTA edificatoria: aumento aree permeabili con diritti edificatori non attuabili in situ, dove i  diritti edificatori sono superiori alla capienza edificatoria delle aree.

Il piano regolatore prevederà l’esistenza di diritti edificatori, cioè di costruire edifici, in tutte le aree cittadine, comprese quelle verdi collinari: ma i proprietari di quelle in cui vi sarà però divieto di costruire potranno cedere, ovviamente a pagamento, i metri cubi di edifici assegnati alle proprie aree ai proprietari di aree sulle quali invece si potrà costruire.

Siccome è previsto che nelle aree dismesse da rigenerare (ex ZUT, ora FRU) ed entro i 500 metri dalle stazioni della linea 1 della metropolitana (e della linea 2 di prossima costruzione) sarà possibile aumentare le attuali volumetrie delle costruzioni, cioè costruire di piu’ (usando i terreni vuoti e aumentando i piani degli edifici se il terreno non e’ sufficiente), i proprietari di terreni situati in queste zone potranno acquistare i diritti edificatori da quelli delle aree che ne hanno a disposizione ma in cui non si può costruire: nelle diapositive viene fatto l’esempio proprio dei diritti relativi alla collina, che potranno essere trasferiti (cioe’ venduti) per costruire lungo i percorsi delle metropolitane.
Ovviamente dove esistono già case, questo vorrà dire un aumento della popolazione (densificazione, viene chiamata nei documenti), con quello che ne consegue come abitabilità delle zone, specialmente se non aumentano contemporaneamente i servizi e le strutture di supporto. Sarà davvero equa e sostenibile questa “densificazione” come dichiara l’assessore all’urbanistica? O si finirà come a Milano, con tante case e pochi servizi per chi le abita?

Quartieri o circoscrizioni?
Tutela e valorizzazione delle centralità di quartiere
● Sistemi di zonizzazione speciale per favorire il commercio di prossimità, gli spazi comunitari e i servizi al piano terra.
● Identificati 34 quartieri su cui intervenire in modo diversificato a seconda delle caratteristiche di ognuno

Il nuovo piano avrebbe come centrale lo sviluppo a livello di piccole porzioni di territorio che hanno caratteristiche omogenee, identificate nei quartieri già esistenti calcolati in 34. Secondo l’assessore la densità abitativa e i relativi servizi, dal commercio agli spazi pubblici, sarebbero quindi da progettare o coordinare su questo livello di territorio, nel quale gli abitanti si riconoscono di piu’ che non in quello più esteso delle circoscrizioni. Il valore del rapporto tra abitanti e loro quartiere è stato uno degli strumenti usati a Milano per costruire, attraverso iniziative finanziate anche dai privati (fondazioni o società aventi interesse), la coesione di zona che ha consentito di realizzare le operazioni urbanistiche speculative che hanno poi alterato fortemente le caratteristiche dei territori dei quartieri stessi, spostando l’attenzione degli abitanti su altri aspetti che non quello urbanistico.
Da mesi si sentono gli amministratori comunali parlare dell’importanza e della bellezza dei quartieri torinesi, la presunta campagna ‘di ascolto’ si chiamava Voci di quartiere, l’assessore preannuncia una gestione della città per quartieri: ma non e’ credibile che la complessità di situazioni, problemi e territori da cui e’ composta Torino possa essere governata con interventi di scala ridotta come quelli di quartiere, esistono inoltre aree di grandi e grandissime dimensioni il cui destino va ben oltre quello di un singolo quartiere o più di uno.
La gestione amministrativa del territorio è poi però affidata a organismi istituzionali come le circoscrizioni, il cui numero è stato ridotto proprio alle ultime elezioni amministrative, con un conseguente aumento delle incombenze per l’aumento delle dimensioni a cui non e’ corrisposto un proporzionale incremento delle risorse a disposizione.
Progettare le trasformazioni della città per quartiere presuppone di non prevedere un interscambio tra le corrispondenti porzioni del territorio cittadino, provocando inoltre un frazionamento della comunità di cittadine e cittadini sulla base della porzione di territorio che abitano e delle sue caratteristiche:  rendendo così difficile la loro partecipazione ai processi che riguardano la città intera e che non possono essere localizzati solamente in una o piu’ sue piccole porzioni, che si tratti intervenire  sulla qualità dell’aria e dell’ambiente, sulla produzione e redistribuzione del reddito, sulla mobilità e altre condizioni che riguardano Torino nel suo complesso.

Piano e politiche
Cornice per l’implementazione delle politiche della città.  Integrazione delle politiche settoriali nel piano regolatore come motore di uno sviluppo urbano coeso 
● Tutela del commercio di prossimità e delle funzioni pubbliche ai piani terra
● Integrazione tra pianificazione urbanistica e mobilità
● Incentivi per un’offerta abitativa accessibile, diversificata e inclusiva in tutta la città

Riguardo all’“abitare”, segnaliamo che il documento si limita a prevedere “Incentivi per un’offerta abitativa accessibile, diversificata e inclusiva in tutta la città”, un’espressione estremamente vaga, che non fa prevedere una particolare attenzione all’esigenza di edilizia sociale e ai bisogni di migliaia di famiglie in attesa di una risposta da tempo. Né fa cenno al peso che verrà attribuito all’housing sociale (falsa risposta alla questione abitativa e ghiotta occasione per gli investitori) o al modo in cui il futuro PRG realizzerà il Piano dell’Abitare i cui indirizzi sono stati approvati nel luglio scorso dal Consiglio Comunale.

Verde e sostenibilità
● Integrazione e monitoraggio dei servizi ecosistemici nella pianificazione urbana
● Tutela e attivazione di aree agricole ed ecologiche
● Nuovi indicatori di sostenibilità per guidare i processi di trasformazione
● Meccanismi di perequazione per tutelare e rigenerare il suolo permeabile

Nella presentazione dell’assessore si parla di “nuovo approccio per una pianificazione ecosistemica”, prevedendo l’”integrazione e il monitoraggio dei servizi ecosistemici nella pianificazione urbana”, “tutela e attivazione di aree agricole ed ecologiche” e “nuovi indicatori di sostenibilità”. Non possiamo evitare di notare il forte contrasto di queste  espressioni con i progetti che la città sta portando avanti attualmente, che stanno devastando parchi e aree naturali protette senza alcuna considerazione della forte contestazione dei cittadini (es. ospedale alla Pellerina, Cittadella dello Sport al Meisino, supermercato Esselunga al posto del Giardino Artiglieri da Montagna, Fan Village permanente per ATP in piazza d’Armi).
Non si capisce inoltre se la “pianificazione ecosistemica” del nuovo Piano sarà realmente tale o se si baserà sulle compensazioni (deimpermeabilizzazione, messa a dimora di alberi), misure che non sono in grado in realtà di bilanciare la perdita di suolo ed ecosistemi; il meccanismo della compensazione costituiva un pilastro della Revisione di Piano della amministrazione precedente e fu già contestato da alcune osservazioni presentate dai cittadini.

DI COSA NON PARLA IL NUOVO PIANO REGOLATORE NELLE SCHEDE PREDISPOSTE DALL’ASSESSORE ALL’URBANISTICA  MAZZOLENI?
Per esempio, di sanità e strutture sanitarie, di lavoro e insediamenti produttivi