Inchieste urbanistiche e udienze giudiziarie: sia a Milano che a Torino il comune fa finta di niente

Oltre 3 anni fa la procura di Milano, su specifica denuncia di cittadin* residenti, apriva l’inchiesta relativamente al palazzo costruito in un interno cortile di piazza Aspromonte e denominato “Hidden Garden”.

L’inchiesta “Hidden Garden” scoperchiò quello che è stato definito dai giornali il “sistema Milano”, ovvero la deregulation urbanistica voluta dal sindaco Sala per attirare i fondi immobiliari esteri, sistema che si basava sulla compiacenza degli uffici comunali per cui venivano accettate delle semplici dichiarazioni di inizio lavori autocertificate (denominate SCIA) per costruire anche palazzi oltre i 10 piani al posto di edifici di uno solo. Fin da subito tra i nomi finiti nelle indagini dei pubblici ministeri apparve anche quello dell’attuale assessore all’urbanistica del Comune di Torino Paolo Mazzoleni, che fino a oggi è stato coinvolto in 4 diverse inchieste.

Concluse le indagini, la settimana scorsa si è tenuta la prima delle udienze preliminari al processo “Hidden Garden” vero e proprio, nel corso delle quali il giudice delle udienze preliminari (GUP) valuterà il rinvio a giudizio o meno degli accusati dei reati ravvisati dal pubblico ministero. Della seduta ha dato notizia la Testata Giornalistica Regionale RAI della Lombardia con un servizio, ritrasmesso poi dall’edizione del Piemonte nella serata, al cui interno è presente anche un’intervista all’assessore Mazzoleni: notizia  completamente ignorata invece dalle cronache torinesi dei quotidiani nazionali ma ripresa  da qualche testata locale  on line.

Le novità emerse dalla prima udienza sono state che nel corso della seconda, prevista per il prossimo 30 aprile, verrà interrogato proprio Mazzoleni e che sono stat* ammess* come parti civili, “in sostituzione” dell’amministrazione comunale, le e i cittadin* milanesi, attiv* in vari comitati, che con un’azione popolare avevano chiesto di poterlo fare  per sopperire alla mancata presenza del Comune di Milano in quel ruolo.

Malgrado le quattro indagini a suo carico, il sindaco Lo Russo e la sua maggioranza avevano lasciato nelle mani di Mazzoleni medesimo l’elaborazione del nuovo Piano Regolatore Comunale di Torino, la cui stesura preliminare è stata poi approvata dal Consiglio comunale il 17 marzo scorso. Come già in passato continuiamo a esprimere i nostri dubbi sul fatto che una persona coinvolta in inchieste su reati edilizi possa  ricoprire la carica di assessore all’urbanistica, vista anche proprio la specificità delle accuse.

Se si arriverà però anche al rinvio a giudizio dell’assessore per la speculazione di via Aspromonte, auspichiamo che il Sindaco e il Consiglio comunale revochino o sospendano sia l’incarico all’assessore medesimo sia l’approvazione del suo piano regolatore, prevista per fine 2026: ciò per escludere la possibilità che lo strumento urbanistico destinato a regolare la città nei prossimi decenni possa finire per essere legato al nome di chi potrebbe essere condannato per reati proprio in materia urbanistica. Piano il cui iter di approvazione, oltretutto, grazie a un accordo voluto dal sindaco Lo Russo con l’amministrazione regionale del Piemonte di destra e il tacito consenso sempre della destra in Consiglio Comunale, è stato drasticamente accorciato come tempistiche (e compromesso come possibilità di approfondimento) in modo da poter essere completato entro il mandato elettorale  in corso e diventare quindi oggetto della campagna elettorale dell’amministrazione comunale uscente per le ricandidature alle nuove elezioni nella primavera 2027.

Il piano va veloce: Torino deve far sentire la sua voce!

giovedì 11 dicembre 2025, ore 18,00
presso CSOA Gabrio (via Millio 42, Torino)
assemblea cittadina sul nuovo Piano regolatore di Torino

Il sindaco Lo Russo e il suo assessore sotto inchiesta Mazzoleni hanno ulteriormente accelerato l’approvazione del nuovo Piano regolatore: incuranti della normativa e del  cronoprogramma annunciato dall’assessore stesso, il duo intende far votare alla Giunta/consiglio d’amministrazione della città il preliminare del nuovo piano nel prossimo dicembre e poi al Consiglio Comunale entro fine gennaio 2026, dopo solo due presentazioni, in stile pubblicitario, di cui una totalmente privata dedicata ai portatori d’interessi, individuati tra immobiliaristi e costruttori e non tra chi abita la città.

Una vera partecipazione della cittadinanza in questa prima parte di riscrittura del piano non è pervenuta: infatti gli eventi come “Voci di quartiere”, in cui un numero risibile di persone in una mezz’oretta disegnava il proprio quartiere dei desideri, non hanno rappresentato un luogo di confronto, ma sono stati semplici momenti pubblicitari per cercare il consenso popolare.

Intanto è ripreso il braccio di ferro con la Giunta Regionale per dare un colpo di spugna a tutte le procedure per l’approvazione del Piano regolatore tramite la legge “Cresci Piemonte”: l’obiettivo è sottrarre tutti gli spazi di discussione pubblica fino ad ora previsti con la scusa di abbreviare le procedure!

Dai pochi documenti prodotti resi pubblici (che si riducono ad una manciata di slide) si intuisce che il nuovo piano sia votato più ad aprire la strada alle speculazioni immobiliari ed edilizie che a occuparsi dei problemi della città (lavoro, sanità, mobilità, casa, verde e spazi pubblici, inquinamento). Sindaco e assessore, guidati dalla lunga mano della Fondazione Bloomberg, si preoccupano di chi la usa in maniera temporanea invece che di chi è residente: la vocazione turistica e i grandi eventi, oltre allo sviluppo immobiliare (speculativo perché svincolato da politiche abitative per chi a Torino vive in modo permanente), sono le uniche risorse individuate per il futuro di una città in declino, che la sua classe dirigente vorrebbe trasformare in parco dei divertimenti e strumento per la creazione di rendita e profitto in favore degli investitori privati.

Non possiamo accettare silenziosamente il meschino futuro che viene progettato senza alcun confronto o partecipazione: vogliamo quindi proporre di costruire noi una occasione di partecipazione dal basso per opporsi a questa manovra.

Invitiamo quindi cittadine e cittadini, abitanti, comitati, movimenti, associazioni e gruppi a intervenire e a prendere la parola giovedì 11 dicembre 2025 all’assemblea cittadina che abbiamo organizzato al CSOA Gabrio (via Millio 42) dalle ore 18,00, portando la propria opinione su quello che si sa che potrebbe essere il nuovo Piano regolatore e su quello che invece si vorrebbe che fosse.

Assemblea “Un Altro Piano per Torino”

14 aprile, incontro: CON LA LEGGE REGIONALE “CRESCI-TORINO” IL NUOVO PIANO REGOLATORE BRUCIA I TEMPI E LA DISCUSSIONE PUBBLICA

Sono quasi 10 anni che a Torino si parla di un nuovo Piano Regolatore, sono ormai tre gli assessori all’urbanistica che lo avrebbero dovuto presentare al Consiglio comunale, di maggioranze diverse ma accomunanti dal nulla di fatto.

Sappiamo di una lontana delibera programmatica del 2017 dispersa nei meandri del Comune, che non ha nemmeno risposto con le controdeduzioni alle molte osservazioni presentate da cittadin* e associazioni. Leggiamo ricorrenti dichiarazioni ai giornali da parte di assessore all’urbanistica e sindaco, ma nessun atto concreto è stato presentato alle Commissioni comunali competenti: se non deroghe, varianti, manipolazioni del vecchio Piano Regolatore, accusato di ogni ritardo e inefficienza, mentre un carrettino-reclame gira a vuoto nelle Circoscrizioni e nei quartieri facendo finta di raccogliere le opinioni della cittadinanza sul futuro della città.

Ora, “finalmente”, il Presidente della Regione promette, tramite una legge regionale apposita definita “Cresci-Torino”, l’abolizione di vincoli e regole in urbanistica, anche per la stesura del nuovo piano regolatore di Torino: e il Sindaco esulta, basterebbe così ancora solo più un anno per arrivare alla fine della riscrittura dello strumento che finora ha governato l’utilizzo del suolo, la costruzione degli edifici, il solo che può garantire la risposta ai bisogni della città di casa, scuole, verde, ospedali e ambulatori e non lasciare campo libero alla speculazione immobiliare e finanziaria.

Merita un premio chi riesce però a scovare, nelle tante autorevoli esternazioni rilasciate finora solo sui giornali dai nostri amministratori comunali, qualche dato concreto di programma utile a risolvere l’emergenza abitativa, garantire la sicurezza e la funzionalità delle scuole, uscire dall’emergenza sanitaria ospedaliera, realizzare davvero il principio dell’accessibilità in 15 minuti a tutti i servizi pubblici e ai relativi spazi, garantire il miglioramento dell’ambiente e del verde urbano. L’assessore all’Urbanistica è in grado di dare una risposta? C’è qualche consigliere comunale in grado di porgli la domanda?

Come Assemblea Un altro piano per Torino di tutto questo vogliamo che invece se ne parli pubblicamente da subito. Ci troviamo quindi

lunedì 14 aprile alle ore 18, presso il CSOA Gabrio in via Millio 42, Torino

e invitiamo tutte e tutti a partecipare