Sindaco Lo Russo: c’è poco da essere orgoglioso di come è finito l’ex ospedale Maria Adelaide

Nel video pubblicato su Facebook in occasione della visita al cantiere del futuro studentato realizzato nell’edificio dell’ex ospedale Maria Adelaide, il Sindaco di Torino si dice “davvero orgoglioso del positivo partenariato pubblico-privato” che ha trasformato l’Ospedale Pubblico Maria Adelaide in residenza universitaria privata, sia pure convenzionata col Comune di Torino.

C’è poco da essere orgogliosi di non aver mosso un dito contro il comportamento della Regione Piemonte che, dopo ben 4 gare infruttuose, ha poi accettato l’offerta di acquisto dell’edificio del Maria Adelaide a 6 milioni di euro contro il valore di 10.350.000 stabilito della perizia asseverata.

Ad averlo acquistato è stata la società immobiliare finanziaria REAM SGR composta dalle maggiori fondazioni bancarie piemontesi e liguri e dall’ENPAM (Ente di Previdenza dei Medici), che compera immobili, anche storici, per farne studentati, case di riposo, supermercati (ed era stata accusata di turbativa d’asta per l’assegnazione dell’area Westinghouse, ma se l’era cavata con la prescrizione).

E ancor meno c’è da essere orgogliosi di aver bellamente ignorato la deliberazione del Consiglio comunale di Torino n. 1476 del 20 luglio 2020, e la relativa Relazione Illustrativa, che al punto 3.2.2.5 stabilisce di “restituire alla destinazione sanitaria pubblica gli ex-ospedali Maria Adelaide, Valdese, Oftalmico e Einaudi”. E di aver invece approvato la Convenzione con la REAM per la trasformazione del Maria Adelaide in studentato privato, destinando una minima parte (500 mq. sui circa 8.000 complessivi) a sala medica aperta al quartiere.

Uno speculatore immobiliare può andare orgoglioso di questi risultati. Ma il Sindaco di Torino?

venerdì 15 aprile, laboratorio pubblico per la presentazione delle osservazioni

A comitati, gruppi, associazioni, movimenti, cittadine e cittadini

Il 22 maggio scade il termine per presentare al Comune di Torino le osservazioni al progetto preliminare del nuovo piano regolatore. Le osservazioni sono il modo formale per opporsi all’approvazione di parti del piano così come è adesso, ma anche la base per successive mobilitazioni dal basso  in vista dell’espressione del parere dell’amministrazione  tramite il Consiglio comunale, prevista entro fine anno.

Il Comune ha reso restrittiva la modalità della loro presentazione, effettuabile solo tramite il suo sito internet e mediante l’accesso a chi e’ in possesso di credenziali certificate.  Alla richiesta, avanzata via PEC il 15 aprile scorso da  vari comitati e altri soggetti collettivi, di utilizzare per la presentazione delle osservazioni piu’ modalità,  meno rigide e senza particolari vincoli, come sempre avvenuto finora in occasione di procedure urbanistiche in cui e’ prevista l’espressione di pareri della cittadinanza, prorogando anche il termine di scadenza, l’ente con una comunicazione del 6 maggio ribadisce che “In linea con la disciplina nazionale per l’accesso ai servizi della Pubblica Amministrazione, regolata dal Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD – D. Lgs. 82/2005 e successive modifiche), l’accesso al servizio di presentazione di osservazioni al Progetto Preliminare della Variante Generale al PRG, avviene tramite modulo online, a cui si accede tramite SPID, CIE, o altre credenziali”, aggiungendo che l’inoltro può anche essere fatto da un soggetto delegato o da un professionista muniti di credenziali e può essere chiesta l’assistenza all’interno di “42 Punti di facilitazione digitale, distribuiti in tutte le Circoscrizioni, in cui viene offerta assistenza gratuita da parte di personale dedicato”.

Risulta evidente che questa modalità non puo’ che scoraggiare e rendere meno efficace la partecipazione della cittadinanza (prevista dalla legge) e l’opposizione alle regole urbanistiche vaghe e potenzialmente devastanti che il piano prevede. La procedura informatica di inoltro consente poi l’inserimento di un testo di soli 500 caratteri spazi compresi, permettendo però l’invio anche di allegati: i quali non é chiaro ancora se possono essere solamente di tipo grafico (cartine, planimetrie e fotografie) oppure anche scritti, che consentirebbero di andare oltre i 500 i caratteri di testo.

Nonostante queste problematiche, in attesa di poter verificare la loro effettiva consistenza, occorrendo comunque prepararsi  a presentare le osservazioni anche se nelle modalità finora previste, vi invitiamo a partecipare all’apposito incontro-laboratorio da tenersi venerdì 15 maggio dalle 18 alle 20 presso il Centro Sereno Regis (via Garibaldi 13, Torino), nel corso del quale si potranno condividere, discutere o verificare  testi di osservazioni già formulati oppure le problematiche del piano individuate che si possono trasformare in osservazioni, in modo da facilitarne la stesura e l’invio al Comune nella settimana seguente, concordando anche la possibilità di inoltrare le medesime (o simili) da parte di più soggetti (persone fisiche oppure collettive), così da aumentare la quantità delle osservazioni presentate, dandone anche quindi pubblicità raccogliendole su siti internet e presentandole nel corso di assemblee.

Vi aspettiamo quindi il 15 maggio, possibilmente con puntualità dato il poco tempo a disposizione.

Una mostra con brindisi per sindaco e assessore è sufficiente per presentare alla città il prossimo Piano regolatore

Sorrisi, capelli in ordine, giacche e vesti fruscianti, scarpe lucide, qualche tacco a spillo e a far da sottofondo il botto dei tappi di spumante: il bel mondo del comune di Torino e dei costruttori festeggia, venerdì 7 maggio pomeriggio, l’apertura della “mostra” sul preliminare del Piano regolatore organizzata da Urban Lab.

La mostra, informa il suo presidente Boccardo, è costruita su due livelli, ovvero per spiegare cos’è un piano regolatore e cos’è quello nuovo di Torino, con 3 sale le quali  presentano prima la città che verrà, poi le parti che compongono il piano e infine le strategie per raggiungere la “città desiderata”. Insomma la mostra è realizzata per glorificare il progetto preliminare come se fosse una “cosa fatta”, mentre sono ancora numerosi i passaggi che precedono la sua approvazione. La quale, se tutto va come prevede la giunta comunale, avverrà a febbraio del 2027.

Più cauti di Boccardo sono il sindaco Lo Russo e il suo assessore all’urbanistica Mazzoleni. Dal discorso del sindaco scopriamo il segreto di questo nuovo piano regolatore: udite udite … la nostra città è caratterizzata da una forte identità di quartiere, “più che cittadino di Torino, un abitante vi dirà io sono di Santa Rita, io sono di Vanchiglia, io sono di Vallette”, per questo il livello di quartiere sarebbe stato centrale nell’effettuare le scelte operative del nuovo piano (anche se non spiega come).

Dopo aver parlato a lungo di questa “scoperta” dei quartieri, di cui senza ombra di dubbio in città nessuno si era mai accorto, il sindaco ha elencato gli elementi che compongono il prossimo piano regolatore, tra cui l’ormai famosa “perequazione” la cui spiegazione viene dribblata con eleganza definendola “troppo tecnica e complicata”. Come complicato, ci informa sempre il sindaco, è riuscire a “scovare e leggere i documenti del Piano, pubblicati solamente online: da qui nasce l’idea della mostra” (da notare però che questa NON li contiene i documenti del piano medesimo). Per finire il sindaco spiega che fino al 22 maggio c’è la possibilità di presentare “osservazioni”, invitando chi è presente a inviarle esclusivamente tramite la procedura online: ma, ci avvisa, è “difficile se non siete del mestiere”.

Nel frattempo sopraggiunge trafelato anche l’assessore Mazzoleni, che interviene per ricordare quanto è “difficile” scrivere un piano regolatore, quante persone ci hanno lavorato e, con un’inedita “captatio benevolentiae” comunica di attendere le nostre osservazioni, che aiuteranno a rilevare gli errori SICURAMENTE presenti nell’elaborato. E anche lui conferma che, però, presentare le osservazioni è difficile.

Lunedì  11 maggio, alle ore 21.00, incontro in video sulle osservazioni al Piano regolatore

Lunedì  11 maggio, alle ore 21.00, incontro in video per la preparazione del laboratorio sulla presentazione delle osservazioni al preliminare del piano regolatore di venerdì 15 maggio. Sono invitat* a partecipare tutt* coloro che sono interessati alla presentazione di osservazioni.

Per partecipare cliccare sul link https://meet.jit.si/moderated/2a71431be45313dd50c92c5d185ed5b303fac54bbbc08201f2aaca4056cb60a2

(da computer non è richiesta nessuna installazione, da dispositivi mobili si accede da browser oppure con l’installazione dell’app JitsiMeet https://jitsi.org/downloads/ – consigliata)

Venerdì 15 maggio, ore 18, laboratorio pubblico di preparazione delle osservazioni al progetto preliminare del nuovo Piano Regolatore

Tra articoli trionfalistici, vernissage e mostre sull'(im)probabile futuro della città, il Piano Regolatore targato Mazzoleni avanza tra l’artificiosa indifferenza creata appositamente dall’agenzia Bloomberg, incaricata, appunto, dal Comune di occuparsi della comunicazione, del coinvolgimento e della partecipazione di noi abitanti torinesi alla stesura del piano.
Dall’approvazione del suo progetto preliminare, avvenuta il 16 marzo, abbiamo lavorato per capire in che modo la giunta Lo Russo intenda cambiare la città e con quali strumenti, constatando quanto la documentazione e le piantine siano di difficile lettura per il linguaggio tecnico e la dispersione delle norme!
Il 22 maggio prossimo però scadrà il termine per la presentazione delle osservazioni al piano stesso, cioè la possibilità di sollevare obiezioni e dubbi sui singoli elementi contenuti nella corposa documentazione del piano.
Per questo abbiamo organizzato per venerdì 15 maggio dalle 18 alle 20, presso il Centro Sereno Regis (via Garibaldi 14, Torino)  un laboratorio pubblico di scrittura collettiva delle osservazioni, in collaborazione con persone che hanno esperienza nel campo urbanistico e amministrativo. Ci vediamo lì.