Una mostra con brindisi per sindaco e assessore è sufficiente per presentare alla città il prossimo Piano regolatore

Sorrisi, capelli in ordine, giacche e vesti fruscianti, scarpe lucide, qualche tacco a spillo e a far da sottofondo il botto dei tappi di spumante: il bel mondo del comune di Torino e dei costruttori festeggia, venerdì 7 maggio pomeriggio, l’apertura della “mostra” sul preliminare del Piano regolatore organizzata da Urban Lab.

La mostra, informa il suo presidente Boccardo, è costruita su due livelli, ovvero per spiegare cos’è un piano regolatore e cos’è quello nuovo di Torino, con 3 sale le quali  presentano prima la città che verrà, poi le parti che compongono il piano e infine le strategie per raggiungere la “città desiderata”. Insomma la mostra è realizzata per glorificare il progetto preliminare come se fosse una “cosa fatta”, mentre sono ancora numerosi i passaggi che precedono la sua approvazione. La quale, se tutto va come prevede la giunta comunale, avverrà a febbraio del 2027.

Più cauti di Boccardo sono il sindaco Lo Russo e il suo assessore all’urbanistica Mazzoleni. Dal discorso del sindaco scopriamo il segreto di questo nuovo piano regolatore: udite udite … la nostra città è caratterizzata da una forte identità di quartiere, “più che cittadino di Torino, un abitante vi dirà io sono di Santa Rita, io sono di Vanchiglia, io sono di Vallette”, per questo il livello di quartiere sarebbe stato centrale nell’effettuare le scelte operative del nuovo piano (anche se non spiega come).

Dopo aver parlato a lungo di questa “scoperta” dei quartieri, di cui senza ombra di dubbio in città nessuno si era mai accorto, il sindaco ha elencato gli elementi che compongono il prossimo piano regolatore, tra cui l’ormai famosa “perequazione” la cui spiegazione viene dribblata con eleganza definendola “troppo tecnica e complicata”. Come complicato, ci informa sempre il sindaco, è riuscire a “scovare e leggere i documenti del Piano, pubblicati solamente online: da qui nasce l’idea della mostra” (da notare però che questa NON li contiene i documenti del piano medesimo). Per finire il sindaco spiega che fino al 22 maggio c’è la possibilità di presentare “osservazioni”, invitando chi è presente a inviarle esclusivamente tramite la procedura online: ma, ci avvisa, è “difficile se non siete del mestiere”.

Nel frattempo sopraggiunge trafelato anche l’assessore Mazzoleni, che interviene per ricordare quanto è “difficile” scrivere un piano regolatore, quante persone ci hanno lavorato e, con un’inedita “captatio benevolentiae” comunica di attendere le nostre osservazioni, che aiuteranno a rilevare gli errori SICURAMENTE presenti nell’elaborato. E anche lui conferma che, però, presentare le osservazioni è difficile.

Inchieste urbanistiche e udienze giudiziarie: sia a Milano che a Torino il comune fa finta di niente

Oltre 3 anni fa la procura di Milano, su specifica denuncia di cittadin* residenti, apriva l’inchiesta relativamente al palazzo costruito in un interno cortile di piazza Aspromonte e denominato “Hidden Garden”.

L’inchiesta “Hidden Garden” scoperchiò quello che è stato definito dai giornali il “sistema Milano”, ovvero la deregulation urbanistica voluta dal sindaco Sala per attirare i fondi immobiliari esteri, sistema che si basava sulla compiacenza degli uffici comunali per cui venivano accettate delle semplici dichiarazioni di inizio lavori autocertificate (denominate SCIA) per costruire anche palazzi oltre i 10 piani al posto di edifici di uno solo. Fin da subito tra i nomi finiti nelle indagini dei pubblici ministeri apparve anche quello dell’attuale assessore all’urbanistica del Comune di Torino Paolo Mazzoleni, che fino a oggi è stato coinvolto in 4 diverse inchieste.

Concluse le indagini, la settimana scorsa si è tenuta la prima delle udienze preliminari al processo “Hidden Garden” vero e proprio, nel corso delle quali il giudice delle udienze preliminari (GUP) valuterà il rinvio a giudizio o meno degli accusati dei reati ravvisati dal pubblico ministero. Della seduta ha dato notizia la Testata Giornalistica Regionale RAI della Lombardia con un servizio, ritrasmesso poi dall’edizione del Piemonte nella serata, al cui interno è presente anche un’intervista all’assessore Mazzoleni: notizia  completamente ignorata invece dalle cronache torinesi dei quotidiani nazionali ma ripresa  da qualche testata locale  on line.

Le novità emerse dalla prima udienza sono state che nel corso della seconda, prevista per il prossimo 30 aprile, verrà interrogato proprio Mazzoleni e che sono stat* ammess* come parti civili, “in sostituzione” dell’amministrazione comunale, le e i cittadin* milanesi, attiv* in vari comitati, che con un’azione popolare avevano chiesto di poterlo fare  per sopperire alla mancata presenza del Comune di Milano in quel ruolo.

Malgrado le quattro indagini a suo carico, il sindaco Lo Russo e la sua maggioranza avevano lasciato nelle mani di Mazzoleni medesimo l’elaborazione del nuovo Piano Regolatore Comunale di Torino, la cui stesura preliminare è stata poi approvata dal Consiglio comunale il 17 marzo scorso. Come già in passato continuiamo a esprimere i nostri dubbi sul fatto che una persona coinvolta in inchieste su reati edilizi possa  ricoprire la carica di assessore all’urbanistica, vista anche proprio la specificità delle accuse.

Se si arriverà però anche al rinvio a giudizio dell’assessore per la speculazione di via Aspromonte, auspichiamo che il Sindaco e il Consiglio comunale revochino o sospendano sia l’incarico all’assessore medesimo sia l’approvazione del suo piano regolatore, prevista per fine 2026: ciò per escludere la possibilità che lo strumento urbanistico destinato a regolare la città nei prossimi decenni possa finire per essere legato al nome di chi potrebbe essere condannato per reati proprio in materia urbanistica. Piano il cui iter di approvazione, oltretutto, grazie a un accordo voluto dal sindaco Lo Russo con l’amministrazione regionale del Piemonte di destra e il tacito consenso sempre della destra in Consiglio Comunale, è stato drasticamente accorciato come tempistiche (e compromesso come possibilità di approfondimento) in modo da poter essere completato entro il mandato elettorale  in corso e diventare quindi oggetto della campagna elettorale dell’amministrazione comunale uscente per le ricandidature alle nuove elezioni nella primavera 2027.