Torino Va Veloce all’indietro

In questi ultimi mesi un insolito raptus di esternazioni sul nuovo Piano regolatore sembra aver colto il nostro assessore all’Urbanistica. Ma la sua Torino Va Veloce non ha contagiato i suoi uffici: finora non è stato reso pubblico alcun documento che traduca le sue frequenti affabulazioni, nero su bianco,  in tavole, mappe, grafici, relazioni, infatti non ce n’è traccia nel Geoportale sul sito internet del Comune.

I soli atti evidenti secondo i quali Torino Va Veloce, ma all’indietro, sono le delibere di approvazione dei progetti  di costruzione  in deroga ai vincoli vigenti del Piano Regolatore Generale  attuale, o di usi temporanei diversi da quelli consentiti dal piano stesso, annullando o limitando fortemente i suoi lacci e lacciuoli in previsione di quello nuovo, in cantiere da oltre 6 anni.

Dopo una così lunga sonnolenza urbanistica  non possiamo non collegare questi atti concreti alle recenti affabulazioni dell’Assessore Mazzoleni sulle magnifiche sorti e progressive che ci promettono il nuovo Piano regolatore e le sue nuove Forme di Riqualificazione Urbana, in cui la proprietà immobiliare privata potrà fare quello che vorrà senza dover più sottostare a forme di coordinamento e di rispetto delle regole urbanistiche attuali.

L’abitante di Torino che voglia sapere modalità e dimensioni  di quel che si prepara cercherà invano la relativa documentazione, benché l’Assessore parli di tempi stretti per l’approvazione da parte del Consiglio comunale sia del progetto preliminare del Piano, nei primi mesi del 2026, che del Piano definitivo (prima della scadenza dell’attuale consiliatura, a inizi 2027).

E’ vero che dopo l’approvazione del progetto preliminare sarà possibile presentare le osservazioni, ma in tempi ridotti e insufficienti  data la mole dei documenti da consultare.

Non è questa la partecipazione popolare alla formazione delle decisioni che sostanzia la democrazia istituzionale, ridotta così a pratica burocratica senza visione né respiro.

VOCI DAL PIANO REGOLATORE – il comunicato stampa del Comune

Ieri la Giunta comunale ha votato il progetto preliminare del nuovo Piano Regolatore Generale, ne danno annuncio le voci del sindaco e dell’assessore in un lungo comunicato che però nuovamente non spiega nulla dei contenuti del testo.

Il sindaco afferma: “Quello approvato oggi è un progetto collettivo, nato da un percorso condiviso con cittadini, istituzioni, imprese e comunità locali”. Certamente non un percorso trasparente, ci viene da affermare in prima battuta, perché purtroppo le semplici cittadine/i come noi non possono accedere ai documenti  votati perché il Comune non rende più pubblici le delibere di giunta!

Il resto del comunicato è una facitura di buoni propositi e ideologia flessibile per nascondere il vero obiettivo del piano targato Lo Russo / Mazzoleni: aprire la strada agli immmobiliaristi e alla cementificazione. Per poterlo fare prevedono che la futura popolazione della città raggiungerà il numero di 1.050.000 abitanti, quasi 200.000 in più rispetto a quelli attuali, aggiungono i giornali nelle croniche torinesi che riportano il comunicato.

Un piano che viene raccontato come incentrato sui 34 quartieri della città, ma che in realtà con il sistema delle Figure di Ricomposizione Urbana (FRU) li ammassa in calderoni flessibili per piegare ogni bisogno e necessità di pianificazione e progettazione urbana agli interessi privati. Le 8 FRU descritte dal sindaco, che nel nuovo piano hanno sostituito le ZUT (Zine Urbane di Trasformazione) come strumenti di regolamentazione delle trasformazioni urbane, avranno però standard per i servizi (sanità, formazione, lavoro, etc.)  estremamente flessibili: secondo il sindaco saranno “standard prestazionali di sostenibilità richiesti per le nuove costruzioni e per gli interventi di demolizione e ricostruzione, aree con criteri innovativi di gestione” 

La promessa del consumo di suolo zero e di attenzione per l’ambiente, piu’ volte ribadita dall’assessore in Commissione urbanistica, risulta già smentita dal riferimento all’Ospedale Torino Nord all’interno del Parco della Pellerina e al “parco” nell’adiacente area Thyssen (che sappiamo verrà semplicemente messa in sicurezza ma non bonificata).

BENVENUTA SPECULAZIONE!

Assemblea cittadina sul nuovo piano regolatore – 11 dicembre 2025

Giovedì 11 dicembre si è svolta al CSOA Gabrio (che ringraziamo per l’ospitalità, l’assistenza tecnica e la partecipazione) l’assemblea cittadina sul prossimo piano regolatore, che abbiamo organizzato a ridosso dell’annunciata approvazione del suo progetto preliminare da parte della Giunta comunale.

L’invito a partecipare rivolto a cittadin*, comitati, movimenti, gruppi e associazioni è stato accolto positivamente e un buon numero di persone hanno presenziato durante le due ore di svolgimento, ascoltando gli interventi iniziali da parte nostra e intervenendo poi con pareri e proposte per continuare la mobilitazione contro il piano.

Mobilitazione che abbiamo proposto si avvii a partire dalla prima discussione del progetto preliminare in Consiglio comunale, presumibilmente a gennaio 2026 e continui durante i vari passaggi successivi per l’acquisizione dei pareri necessari di circoscrizioni ed enti pubblici. E passi anche attraverso la presentazione delle previste osservazioni da parte di cittadinanza e soggetti collettivi- Osservazioni di cui, come per i pareri degli enti, il Consiglio comunale deve tenere conto, accogliendole oppure rifiutandole singolarmente e in modo motivato in occasione della seconda e definitiva approvazione del progetto: approvazione definitiva che l’amministrazione comunale vorrebbe avvenisse entro inizio 2027, in tempo utile per avere il nuovo piano regolatore efficace prima delle elezioni amministrative previste nella primavera dello stesso anno.
.
L’assemblea era iniziata con la proiezione di un video  prodotto da Trancemedia.eu (che ringraziamo) come sua promozione e che anticipa un prossimo lavoro più esteso. Prima dell’apertura del confronto pubblico è inoltre intervenuto in collegamento video l’architetto e urbanista Paolo Berdini, confermando il declino a livello nazionale, nella pratica ma anche a livello culturale e legislativo, del concetto di urbanistica come programmazione e gestione delle città, sostituita da deregolamentazioni e liberalizzazioni in favore della rendita immobiliare privata (e il conseguente saccheggio dell’ambiente e del paesaggio), che potrebbero essere presenti già nel prossimo piano regolatore torinese.

Per contrastare questa tendenza del nuovo piano, Berdini ha consigliato di individuare tramite  mappatura e poi sorvegliare, nel piano medesimo, le aree della città indispensabili da salvaguardare, di prestare attenzione alle destinazioni previste per le aree dismesse e di insistere perchè sia prevista una politica per la casa pubblica, dichiarandosi inoltre disponibile a continuare a seguire l’evoluzione del progetto.

Gli interventi di chi era presente, cittadin* oppure attivist* di comitati, movimenti, gruppi e associazioni, oltre a portare le esperienze vissute in prima persona e nelle vertenze cittadine contro gli usi impropri e i progetti distruttivi di territorio e ambiente, hanno confermato la necessità della mobilitazione contro il nuovo piano regolatore per tentare di bloccare le conseguenze negative che si potranno individuare dalla documentazione una volta che questa sarà resa pubblica: sia con iniziative che diano visibilità alla mobilitazione stessa, sia con un’opera di informazione alla cittadinanza, più capillare possibile, sulle conseguenze che il piano avrebbe, anche per contrastare la soffocante propaganda comunale a cui ci ha abituato lo slogan “Il piano va veloce!”

L’assemblea si è conclusa con la dichiarazione dell’impegno da parte di Un altro piano per Torino a informare sui passi del processo di approvazione del nuovo piano regolatore man mano che saranno resi noti e convocare di conseguenza nuovi momenti di discussione e per l’organizzazione della mobilitazione.

Osservazioni al piano regolatore in Commissione urbanistica: due ore dopo cinque anni

Giovedì 4 dicembre 2025 nel corso di una Commissione Urbanistica l’assessore Mazzoleni ha parlato delle osservazioni sulla proposta tecnica di revisione del piano regolatore, promossa dalla giunta Appendino nel 2017. Osservazioni che erano state dimenticate, nonostante l’assessore avesse ripreso nel 2023 proprio quella proposta, ormai datata, per avviare l’ultima fase della progettazione del nuovo piano regolatore e che “Un altro piano per Torino” e altri presentatori di quelle osservazioni avevano ripetutamente chiesto che ricevessero invece risposta esplicita, essendo state un momento di partecipazione ben piu’ consistente che non gli incontri di “Voci di quartiere” realizzati da assessore e Urban Lab.

L’assessore, nelle due ore di svolgimento della commissione, ha illustrato le osservazioni raggruppate per tipologia di oggetto e presentatori, affermando che la legge regionale sull’urbanistica prevede solamente che il Comune ne debba tenere conto nel formulare il progetto preliminare del piano. Pertanto chi aveva presentato un’osservazione dovrà andare a cercare nel suo testo la risposta e verificare se e come l’amministrazione comunale ne avrà tenuto conto!

Due ore in cui l’assessore Mazzoleni ha anche dato un’idea di come sarà cambiato il vecchio piano: trasformando l’ospedale pubblico Maria Adelaide in studentato privato o destinando 60.000 mq circa del parco pubblico della Pellerina a ospedale privato, liberalizzando i permessi di costruire e gli usi temporanei, consentendo che il verde naturale sia sostituito dal verde su soletta di cemento, accorpando gli standard urbanistici in una sola categoria discrezionale, consentendo lo smembramento di parti della città tra singole proprietà private tramite le Figure di Ricomposizione Urbana (FRU), prevedendo la monetizzazione dei servizi pubblici. Appare chiaro che i cinque anni dalla delibera di Proposta tecnica del progetto preliminare non sono peró passati inutilmente: sono serviti a smantellare sistematicamente il vecchio piano regolatore, ma senza sostituirlo con nuovi opportuni aggiornamenti che fossero utili a impedire il più possibile la libertà di azione degli speculatori fondiari e immobiliari.

L’eloquio accattivante con cui l’assessore Mazzoleni è intervenuto in Commissione Urbanistica può però trarre in inganno solo i consiglieri comunali compiacenti, disinformati o creduloni: chi vuole invece sentire parlare di cosa invece accadrà con l’approvazione del prossimo Piano regolatore può venire alla

assemblea cittadina sul nuovo Piano regolatore di Torino
giovedì 11 dicembre 2025, alle ore 18,00
presso il CSOA Gabrio
(via Millio 42, Torino)

interverrà in collegamento video
l’architetto Paolo Berdini, 
urbanista,

giovedì 11 dicembre, ore 18, assemblea pubblica cittadina sul nuovo piano regolatore: “Il piano va veloce? Torino deve far sentire la sua voce”

giovedì 11 dicembre 2025
ore 18,00

presso CSOA Gabrio
(via Millio 42, Torino)
assemblea cittadina sul nuovo Piano regolatore di Torino

Invitiamo cittadine e cittadini, abitanti, comitati, movimenti, associazioni e gruppi a intervenire e a prendere la parola,  portando la propria opinione su quello che si sa che potrebbe essere il nuovo Piano regolatore e su quello che invece si vorrebbe che fosse.

interverrà l’architetto Paolo Berdini, urbanista,
in collegamento video

Il piano va veloce: Torino deve far sentire la sua voce!

giovedì 11 dicembre 2025, ore 18,00
presso CSOA Gabrio (via Millio 42, Torino)
assemblea cittadina sul nuovo Piano regolatore di Torino

Il sindaco Lo Russo e il suo assessore sotto inchiesta Mazzoleni hanno ulteriormente accelerato l’approvazione del nuovo Piano regolatore: incuranti della normativa e del  cronoprogramma annunciato dall’assessore stesso, il duo intende far votare alla Giunta/consiglio d’amministrazione della città il preliminare del nuovo piano nel prossimo dicembre e poi al Consiglio Comunale entro fine gennaio 2026, dopo solo due presentazioni, in stile pubblicitario, di cui una totalmente privata dedicata ai portatori d’interessi, individuati tra immobiliaristi e costruttori e non tra chi abita la città.

Una vera partecipazione della cittadinanza in questa prima parte di riscrittura del piano non è pervenuta: infatti gli eventi come “Voci di quartiere”, in cui un numero risibile di persone in una mezz’oretta disegnava il proprio quartiere dei desideri, non hanno rappresentato un luogo di confronto, ma sono stati semplici momenti pubblicitari per cercare il consenso popolare.

Intanto è ripreso il braccio di ferro con la Giunta Regionale per dare un colpo di spugna a tutte le procedure per l’approvazione del Piano regolatore tramite la legge “Cresci Piemonte”: l’obiettivo è sottrarre tutti gli spazi di discussione pubblica fino ad ora previsti con la scusa di abbreviare le procedure!

Dai pochi documenti prodotti resi pubblici (che si riducono ad una manciata di slide) si intuisce che il nuovo piano sia votato più ad aprire la strada alle speculazioni immobiliari ed edilizie che a occuparsi dei problemi della città (lavoro, sanità, mobilità, casa, verde e spazi pubblici, inquinamento). Sindaco e assessore, guidati dalla lunga mano della Fondazione Bloomberg, si preoccupano di chi la usa in maniera temporanea invece che di chi è residente: la vocazione turistica e i grandi eventi, oltre allo sviluppo immobiliare (speculativo perché svincolato da politiche abitative per chi a Torino vive in modo permanente), sono le uniche risorse individuate per il futuro di una città in declino, che la sua classe dirigente vorrebbe trasformare in parco dei divertimenti e strumento per la creazione di rendita e profitto in favore degli investitori privati.

Non possiamo accettare silenziosamente il meschino futuro che viene progettato senza alcun confronto o partecipazione: vogliamo quindi proporre di costruire noi una occasione di partecipazione dal basso per opporsi a questa manovra.

Invitiamo quindi cittadine e cittadini, abitanti, comitati, movimenti, associazioni e gruppi a intervenire e a prendere la parola giovedì 11 dicembre 2025 all’assemblea cittadina che abbiamo organizzato al CSOA Gabrio (via Millio 42) dalle ore 18,00, portando la propria opinione su quello che si sa che potrebbe essere il nuovo Piano regolatore e su quello che invece si vorrebbe che fosse.

Assemblea “Un Altro Piano per Torino”

CHI SI COMPRA TORINO?

Negli ultimi tempi, con l’aumentare degli annunci da parte degli amministratori comunali dell’arrivo di un nuovo piano regolatore (senza che di questo vengano date però specificazioni ma solo generiche indicazioni di prospettiva) sono aumentate anche sulle cronache locali dei quotidiani le notizie sull’arrivo in città delle agenzie  specializzate nella compravendita di immobili di pregio e lusso, a fini abitativi ma anche per uffici. La città, si dice in questi articoli, è dotata già degli immobili di pregio, specialmente storico, ma manca un po’ di quelli di più moderni in grado di soddisfare le necessità abitative e lavorative di fascia alta. Abbiamo quindi ragione di credere che queste agenzie, oltre ad avere notizia dell’appetibilità di Torino da parte di clientela adeguata, abbiano anche sentore della possibilità che il nuovo piano regolatore darà il via libera alla costruzione di edifici nuovi di zecca che vadano incontro alle richieste della loro clientela ricca e qualificata. Vi proponiamo quindi un testo  che offre uno spaccato su  queste tipologie di agenzie  e sul significato del loro arrivo in città.

 

Il 28 settembre 2025 non è passata inosservata l’apertura a Torino di una succursale di Berkshire Hathaway, agenzia immobiliare facente parte del gruppo finanziario fondato da Warren Buffet.

Questo gruppo è un colosso con oltre 50.000 agenti e quasi 1.600 uffici nel mondo in 4 continenti e 13 paesi, con 154,7 miliardi di dollari di volume d’affari nel 2022: insomma domina la fascia alta del mercato immobiliare mondiale

La succursale italiana, per esattezza Berkshire Hataway Home Service Palazzo Estate, tra l’altro cosi si definisce: Progettiamo su misura strategie di investimento immobiliare, ottimizzate per i nostri clienti e agiamo come sempre con la massima riservatezza.

Quando ci si approccia al mondo delle agenzie immobiliari ciò che lascia immediatamente stupiti è il registro verbale da loro utilizzato per pubblicizzare affari riguardanti le case.

Il bene casa, un bene primario ovviamente essendo riconosciuto universalmente il diritto di ogni essere umano ad avere un ricovero dignitoso, viene presentato nel più bieco e spietato linguaggio del capitalismo cannibale: ogni acquisto diventa un investimento, ogni agenzia si offre di curare ed accrescere il tuo capitale tramite il mattone e il monitoraggio del mercato è costante nonché assillante. Insomma sono molto chiari e diretti, ma soprattutto senza il pudore disorientante della biopolitica odierna.

Così navigando nei loro siti veniamo a sapere che Torino nel mercato immobiliare italiano ha riconquistato centralità con un notevole aumento dei prezzi del 4% rispetto al 2024, ma in alcuni quartieri che trainano anche del 6% con punte di vendita di 5000 euro al m2  per gli appartamenti pregiati e di lusso.

A guidare questo “triste” rilancio ci sono non solo i quartieri più eleganti e conosciuti (come Crocetta o la parte collinare), ma anche quartieri popolari che sono attraversati dalle riqualificazioni urbanistiche, come Barriera di Milano. A un primo colpo d’occhio stupisce che proprio il quartiere più chiacchierato e oramai conosciuto a livello nazionale per i suoi violenti fatti di cronaca nera sia diventato uno dei traini della rimonta dei prezzi delle case a Torino, ma immergendosi nel “pensiero immobiliarista” tutto si chiarisce.

Il comune di Torino in questi anni ha investito notevoli energie anche economiche per progetti socio-culturali in Barriera di Milano e l’attuale chiacchierato e indagato assessore Mazzoleni ha annunciato che i lavori della nuova linea 2 di metropolitana cittadina inizieranno sicuramente in questo quartiere con la riqualificazione del cosiddetto “trincerone” di via Sempione, anche se i finanziamenti ottenuti non permetteranno di completarla. Chi studia l’urbanistica e più nello specifico il fenomeno della gentrification individua proprio queste azioni appena elencate come prodromi e apripista per le speculazioni immobiliari.

D’altra parte Patrucco, patron italiano dell’immobiliarista Coldwell Bankers Partners, ha recente affermato: “il mercato torinese è più attrattivo rispetto ad altre città più care perché il rapporto qualità / prezzo è favorevole ed è stato rilanciato da eventi come le ATP Finals”. Insomma i grandi eventi voluti dal comune aprono la pista esclusivamente alla speculazione immobiliare, cosicché la città ci perde due volte: si impoverisce perché questi grandi eventi sono pagati con soldi pubblici e l’aumento dei prezzi immobiliari porta all’espulsione della popolazione (Torino in venti anni ha perso circa 300 mila abitanti).

Filantropia urbanistica per il nuovo Piano Regolatore di Torino

A due anni dall’inizio della collaborazione  tra la Città di Torino e il colosso americano Bloomberg Philantrophies, comincia a sollevarsi il velo sui suoi contenuti sconcertanti.

Finora ne avevano parlato solo i giornali e qualche associazione e movimento di base, seguiti da un’interpellanza di un consigliere comunale. Finalmente, il 16 ottobre scorso, nella 2^ Commissione consiliare (Urbanistica) appositamente convocata, ne ha parlato diffusamente ma superficialmente il sindaco Lo Russo. Tanto è bastato comunque per capire che la questione sarebbe di competenza della sola Giunta e non del Consiglio comunale, come se quest’ultimo non avesse competenza invece sull’uso del patrimonio informativo del Comune.

L’accordo prevede infatti il libero accesso di Bloomberg ai dati in possesso del Comune, per ricavarne un bagaglio di conoscenze di propria esclusiva proprietà che può poi utilizzare liberamente sul mercato immobiliare, senza che il Comune di Torino possa minimamente interferire: si accontenti delle consulenze gratuite che Bloomberg gli fornisce, a riprova degli scopi “filantropici” del colosso USA. E caso mai ringrazi di essere ammesso alla rete di rapporti internazionali gestita da Bloomberg medesima, da cui dovrebbero derivare importanti scelte di investimento anche per la nostra città.

Con una “semplice” deliberazione di Giunta, ignorando il Consiglio comunale che rappresenta tutti i cittadini e le cittadine, Torino è dunque entrata a pieno titolo nel mercato immobiliare internazionale, alle cui pretese risponderà evidentemente la stesura del nuovo Piano Regolatore, che Sindaco e Assessore all’Urbanistica non si stancano di ripeterci sarà libero dai lacci e lacciuoli che ostacolano lo sviluppo della città.

Un Altro Piano per Torino ritiene ormai urgente un evento pubblico che ponga all’attenzione della cittadinanza tutta i pericoli e i danni che tali scelte comporterebbero per i diritti umani e sociali di ciascun/a torinese non milionario/a riguardo a casa,  sanità, istruzione e ambiente,  diritti sanciti anche dalla Costituzione e dallo Statuto comunale.

Piano regolatore e Mazzoleni, ne abbiamo parlato su Radio Blackout – ascolta il podcast

Vi invitiamo ad ascoltare il podcast della trasmissione di  Radio Blackout dedicata al nuovo piano regolatore e alle vicende dell’assessore all’urbanistica Mazzoleni, di cui è circolata anche a Torino finalmente la notizia che è stata conclusa una delle indagini in cui è coinvolto a Milano. Trasmissione, a cui abbiamo partecipato con un’intervista in diretta, il cui podcast è disponibile al link

https://radioblackout.org/2025/10/torino-mazzoleni-presenta-il-nuovo-piano-regolatore-e-viene-indagato-per-falso-e-lottizzazione-abusiva/