
Il progetto preliminare del nuovo Piano regolatore di Torino, votato dal Consiglio comunale del 16 marzo scorso, è incentrato sullo strumento della perequazione, ovvero la possibilità di scambio tra privati ed enti pubblici di terreni e diritti edificatori. Pur essendo una possibilità prevista dalla normativa italiana, la novità torinese è l’aumento del coefficiente edificatorio, praticamente triplicato dall’assessore Mazzoleni e dallo suo staff (composto anche da consulenti di Bloomberg) rispetto a quelli previsti per legge.
Una mossa con cui la giunta Lo Russo vorrebbe attirare immobiliaristi e costruttori internazionali: ma quale sarà il risultato per la città? Le regole proposte, come riportate nei documenti pubblicati sul sito del comune di Torino, appaiono molto permissive e poco trasparenti. Potrebbero portare a un saccheggio del nostro territorio, come è successo a Milano?
Ne parliamo e dibattiamo venerdì 17 aprile 2026 dalle ore 18 al CSOA Gabrio (via Millio 42, Torino)

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Dall’autunno del 2023 come assemblea Un Altro Piano per Torino seguiamo la genesi del nuovo piano regolatore generale per conoscerne a fondo gli obiettivi, criticarne gli aspetti problematici e al contempo immaginare un piano regolatore alternativo, dal basso, capace di rispondere alle esigenze di chi abita la città. Sin dall’inizio l’assemblea ha istituito dei gruppi di lavoro per elaborare approfondimenti tematici puntuali: un gruppo si occupava di politiche abitative, uno di ambiente, un altro di sanità. C’era ancora un gruppo di lavoro dedicato alla “narrazione” e alla “comunicazione” e aveva il fine di studiare i discorsi delle classi dirigenti impegnate a sviluppare il nuovo piano regolatore, individuarne l’ideologia e gli obiettivi e procedere alla decostruzione. Se i primi gruppi avevano l’ambizione di immaginare un piano regolatore alternativo, l’ultimo intendeva invece smantellare i presupposti di quello in corso di elaborazione presso gli uffici del comune. Questo articolo intende ordinare i risultati della ricerca di quest’ultimo gruppo, e divulgarli.
La serata è organizzata da Un Altro Piano per Torino, che da anni si batte per criticare il nuovo piano regolatore in gestazione e per immaginarne uno alternativo. Le singole lotte territoriali hanno il merito di figurare un’idea alternativa di città, opposta allo spazio aperto alle speculazioni sognato dalle classi dirigenti al potere. Proprio il ragionamento critico sul piano regolatore voluto dall’attuale amministrazione può essere la cornice riflessiva capace di accogliere e interpretare le lotte in corso, fornendo loro un’ulteriore occasione per consolidarsi in una prospettiva di collaborazione.