VOCI DAL PIANO REGOLATORE – il comunicato stampa del Comune

Ieri la Giunta comunale ha votato il progetto preliminare del nuovo Piano Regolatore Generale, ne danno annuncio le voci del sindaco e dell’assessore in un lungo comunicato che però nuovamente non spiega nulla dei contenuti del testo.

Il sindaco afferma: “Quello approvato oggi è un progetto collettivo, nato da un percorso condiviso con cittadini, istituzioni, imprese e comunità locali”. Certamente non un percorso trasparente, ci viene da affermare in prima battuta, perché purtroppo le semplici cittadine/i come noi non possono accedere ai documenti  votati perché il Comune non rende più pubblici le delibere di giunta!

Il resto del comunicato è una facitura di buoni propositi e ideologia flessibile per nascondere il vero obiettivo del piano targato Lo Russo / Mazzoleni: aprire la strada agli immmobiliaristi e alla cementificazione. Per poterlo fare prevedono che la futura popolazione della città raggiungerà il numero di 1.050.000 abitanti, quasi 200.000 in più rispetto a quelli attuali, aggiungono i giornali nelle croniche torinesi che riportano il comunicato.

Un piano che viene raccontato come incentrato sui 34 quartieri della città, ma che in realtà con il sistema delle Figure di Ricomposizione Urbana (FRU) li ammassa in calderoni flessibili per piegare ogni bisogno e necessità di pianificazione e progettazione urbana agli interessi privati. Le 8 FRU descritte dal sindaco, che nel nuovo piano hanno sostituito le ZUT (Zine Urbane di Trasformazione) come strumenti di regolamentazione delle trasformazioni urbane, avranno però standard per i servizi (sanità, formazione, lavoro, etc.)  estremamente flessibili: secondo il sindaco saranno “standard prestazionali di sostenibilità richiesti per le nuove costruzioni e per gli interventi di demolizione e ricostruzione, aree con criteri innovativi di gestione” 

La promessa del consumo di suolo zero e di attenzione per l’ambiente, piu’ volte ribadita dall’assessore in Commissione urbanistica, risulta già smentita dal riferimento all’Ospedale Torino Nord all’interno del Parco della Pellerina e al “parco” nell’adiacente area Thyssen (che sappiamo verrà semplicemente messa in sicurezza ma non bonificata).

BENVENUTA SPECULAZIONE!

Ex ThyssenKrupp: un’area che chiede giustizia (e da troppo tempo!) (Una giustizia certa e che non vada a compensare altre ingiustizie)

Il Consiglio Comunale di Torino lunedì 18 marzo 2024 ha approvato la delibera n. 134  che dà avvio alla Variante al Piano Regolatore che modificherà la destinazione d’uso dell’area di proprietà Acciai Speciali Terni – ex ThyssenKrupp (corso Regina Margherita 400) da produttiva a verde. L’amministrazione quindi apre una nuova pagina nella storia di questa porzione di città, ma lo fa tardivamente continuando a lasciare nell’incertezza gli abitanti riguardo alla sua bonifica definitiva e a negoziare con chi per decenni ha inquinato i terreni e le acque della zona. Intanto però in parallelo porta avanti senza esitazioni il progetto dell’ospedale alla Pellerina, ignorando le forti contestazioni e le criticità.

E’ una storia travagliata quella dell’ex area Thyssen. Una di quelle faccende in cui scavando nel suo passato, anche quello più recente, ti ritrovi impantanato nello sporco. Uno sporco che si trasforma in tragedia con i 7 operai deceduti sul lavoro nello stabilimento in dismissione, che si materializza in inquinanti putridi e cancerogeni presenti nel suo sottosuolo e fin giù nella falda acquifera, e che assume un aspetto torbido valutando l’operato delle amministrazioni comunali e delle proprietà aziendali durante i 17 anni trascorsi dalla chiusura dell’acciaieria.

Abbiamo assistito in queste ultime settimane a dichiarazioni e interventi politici riportanti temi quali “giustizia”, “bonifica”, “ricucitura urbanistica verde”, “ambiente come priorità”… insomma, un vero e proprio sogno per chi crede nell’ecologia! La speranza però è quella di non risvegliarsi con l’amaro in bocca. Ma andiamo con ordine per fissare alcuni punti e non essere accusati di essere troppo vaghi.
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