Giovedì 11 dicembre si è svolta al CSOA Gabrio (che ringraziamo per l’ospitalità, l’assistenza tecnica e la partecipazione) l’assemblea cittadina sul prossimo piano regolatore, che abbiamo organizzato a ridosso dell’annunciata approvazione del suo progetto preliminare da parte della Giunta comunale.
L’invito a partecipare rivolto a cittadin*, comitati, movimenti, gruppi e associazioni è stato accolto positivamente e un buon numero di persone hanno presenziato durante le due ore di svolgimento, ascoltando gli interventi iniziali da parte nostra e intervenendo poi con pareri e proposte per continuare la mobilitazione contro il piano.
Mobilitazione che abbiamo proposto si avvii a partire dalla prima discussione del progetto preliminare in Consiglio comunale, presumibilmente a gennaio 2026 e continui durante i vari passaggi successivi per l’acquisizione dei pareri necessari di circoscrizioni ed enti pubblici. E passi anche attraverso la presentazione delle previste osservazioni da parte di cittadinanza e soggetti collettivi- Osservazioni di cui, come per i pareri degli enti, il Consiglio comunale deve tenere conto, accogliendole oppure rifiutandole singolarmente e in modo motivato in occasione della seconda e definitiva approvazione del progetto: approvazione definitiva che l’amministrazione comunale vorrebbe avvenisse entro inizio 2027, in tempo utile per avere il nuovo piano regolatore efficace prima delle elezioni amministrative previste nella primavera dello stesso anno.
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L’assemblea era iniziata con la proiezione di un video prodotto da Trancemedia.eu (che ringraziamo) come sua promozione e che anticipa un prossimo lavoro più esteso. Prima dell’apertura del confronto pubblico è inoltre intervenuto in collegamento video l’architetto e urbanista Paolo Berdini, confermando il declino a livello nazionale, nella pratica ma anche a livello culturale e legislativo, del concetto di urbanistica come programmazione e gestione delle città, sostituita da deregolamentazioni e liberalizzazioni in favore della rendita immobiliare privata (e il conseguente saccheggio dell’ambiente e del paesaggio), che potrebbero essere presenti già nel prossimo piano regolatore torinese.
Per contrastare questa tendenza del nuovo piano, Berdini ha consigliato di individuare tramite mappatura e poi sorvegliare, nel piano medesimo, le aree della città indispensabili da salvaguardare, di prestare attenzione alle destinazioni previste per le aree dismesse e di insistere perchè sia prevista una politica per la casa pubblica, dichiarandosi inoltre disponibile a continuare a seguire l’evoluzione del progetto.
Gli interventi di chi era presente, cittadin* oppure attivist* di comitati, movimenti, gruppi e associazioni, oltre a portare le esperienze vissute in prima persona e nelle vertenze cittadine contro gli usi impropri e i progetti distruttivi di territorio e ambiente, hanno confermato la necessità della mobilitazione contro il nuovo piano regolatore per tentare di bloccare le conseguenze negative che si potranno individuare dalla documentazione una volta che questa sarà resa pubblica: sia con iniziative che diano visibilità alla mobilitazione stessa, sia con un’opera di informazione alla cittadinanza, più capillare possibile, sulle conseguenze che il piano avrebbe, anche per contrastare la soffocante propaganda comunale a cui ci ha abituato lo slogan “Il piano va veloce!”
L’assemblea si è conclusa con la dichiarazione dell’impegno da parte di Un altro piano per Torino a informare sui passi del processo di approvazione del nuovo piano regolatore man mano che saranno resi noti e convocare di conseguenza nuovi momenti di discussione e per l’organizzazione della mobilitazione.
giovedì 11 dicembre 2025
Negli ultimi tempi, con l’aumentare degli annunci da parte degli amministratori comunali dell’arrivo di un nuovo piano regolatore (senza che di questo vengano date però specificazioni ma solo generiche indicazioni di prospettiva) sono aumentate anche sulle cronache locali dei quotidiani le notizie sull’arrivo in città delle agenzie specializzate nella compravendita di immobili di pregio e lusso, a fini abitativi ma anche per uffici. La città, si dice in questi articoli, è dotata già degli immobili di pregio, specialmente storico, ma manca un po’ di quelli di più moderni in grado di soddisfare le necessità abitative e lavorative di fascia alta. Abbiamo quindi ragione di credere che queste agenzie, oltre ad avere notizia dell’appetibilità di Torino da parte di clientela adeguata, abbiano anche sentore della possibilità che il nuovo piano regolatore darà il via libera alla costruzione di edifici nuovi di zecca che vadano incontro alle richieste della loro clientela ricca e qualificata. Vi proponiamo quindi un testo che offre uno spaccato su queste tipologie di agenzie e sul significato del loro arrivo in città.